YOGA, YOGURT E YOGANANDA… (di Rita Marcucci)

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L’Associazione presto  ANDRA’ IN VACANZA!

Fra i miti più consolatori della Grecia c’è quello di Ebe, personificazione dell’eterna giovinezza che aveva l’incarico di mescere il nettare agli dei. Intenerita dalla sorte del povero Ercole, che in vita aveva dovuto subire le angherie di Giunone, lo sposò dopo morto e così i due poterono vivere per sempre felici e contenti fra gli immortali sull’Olimpo. È una delle coppie la cui unione spirituale rappresenta la vittoria della forza solare, della luce sulle tenebre, perché la forza si riconosce nei comportamenti virtuosi e l’eroe greco non è tanto premiato per i suoi sforzi quanto per la sua pazienza.

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Vi è un’altra coppia di immortali, questa volta del pantheon indiano, che rappresenta la forza ma dello spirito, Ganesh, il dio elefante, e sua moglie Ganesha, anche lei con la proboscide, simbolo dell’intelligenza e della saggezza, i quali entrambi trasmettono a Shiva i desideri e le preghiere degli uomini.

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Si dice l’unione fa la forza ma i miti ci tengono a sottolineare dello spirito, perché senza il desiderio all’elevazione, ci si accartoccia e ricade già, intrappolati e incastrati da comportamenti e brutte abitudini. E invece basta un piccolo giogo, come quello suggerito dalla nostra pratica – il termine yoga infatti indica unione e deriva dalla radice indoeuropea yug che esprime l’idea ‘legare al giogo’, per disciplinare le nostre conoscenze e azioni e conseguire un habitus morale puro. Non è una via senza ostacoli, anche i più grandi maestri li incontrano ma è lo yoga un metodo che non richiede mai sforzi, sebbene maggior concentrazione.

In un libro che fu un cult qualche decennio addietro un grande maestro yoga, colui che introdusse la pratica in occidente, Yogananda, parlava del conflitto sorto in lui dallo svelare i segreti dell’ antica disciplina mistica indiana in America dove aveva fondato una Società per l’Autorealizzazione. In questo testo, ‘Autobiografia di uno Yogi’ lo stesso maestro, monaco vedanta, racconta delle sue conferenze e lezioni nell’America degli anni 30 quando lo yoga era ancora sconosciuto e anche della disapprovazione dei suoi stessi compatrioti che in lui vedevano quasi un traditore.

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Oramai la pratica è arrivata ad essere seguita in tutto il mondo da milioni di appassionati adepti e Yogananda può riposare tranquillo perché il suo messaggio non è stato travisato dal mondo occidentale. Eppure traspariva dalle sue pagine l’incertezza e quasi il senso di colpa, che il monaco trasferiva nella sfera alimentare, desiderando il buon cibo forse un po’ più di quanto la sua pratica ascetica avrebbe previsto. Non ce ne stupiamo, la cucina indiana è fra le più amate al mondo, per quell’alternarsi di dolce e piccante, anche questo nei reami più dello spirito che della semplice buona tavola. I nostri gusti infatti hanno bisogno di staccarsi dal palato e di parlare alla mente, adesso che siamo nella bella stagione soprattutto. E chissà che bevendo un lassie, yogurt frullato con frutta zucchero e ghiaccio, non si elevi una preghiera a Ganesh, di conservarci la voglia di impegnarci, anche durante le vacanze, non tanto quelle al mare o in montagna, ma anche quelle della mente. Dalla radice indoeuropea vacare, essere liberi, non occupati, come lo yogi, in uno dei commenti più noti di Patanjali (300 d.c.) ‘diventa il signore degli elementi e lascia che le cose materiali seguano il tuo desiderio, come le vacche seguono i vitelli’.

Qualche informazione sugli orari:

  • lunedì  invariato: alle 15.00 i 5 tibetani, alle 17.00 yoga prenatal, alle 19.15 Wing Chun (difesa personale) e alle 20.40 laboratorio teatrale;
  • martedì: yoga alle 10,30 e alle 18.00, oggi termina il corso di posturale;
  • mercoledì: alle 15.00 tai ji quan, alle 17.00 e alle 18.00 karate per bambini, alle 19.15 wing chun;
  • giovedì: yoga alle 18.00;
  • sabato: canoa alle 15.00 presso il Circolo Canoa Dragolago di Anguillara Sabazia;

Le lezioni di posturale, yoga e karate terminano a giugno, le altre proseguono, perchè non venite a provarle?!

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