SAN VALENTINO, Festa degli innamorati e del cioccolatino di Rita Marcucci

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San Valentino, Patrono di Terni

O fiori? Forse dipende che festeggiate il Santo prete romano martirizzato nel 269 durante le persecuzioni di Claudio il Gotico oppure l’altro, anche lui San Valentino, vescovo di Terni, entrambi commemorati il 14 Febbraio. Non vi sono però molte notizie riguardo la loro vita ad accomunarli se non che morirono martirizzati. Perché un tale giorno sia associato alla festa dell’amore e degli innamorati sembrerebbe derivare dal fatto che a metà febbraio i romani celebravano i Lupercali, in onore di Fauno, il dio delle greggi e della fertilità. Si compiva un sacrificio sul Colle Palatino immolando due capri e un cane! dopodiché due giovani Luperci, cioè sacerdoti del dio Luperco, epiteto di Fauno, correvano per le vie sferzando intorno con strisce di pelle di capra. E si riteneva che le donne che fossero state colpite sarebbero diventate fertili. Quindi come regalo a simbolo del proprio affetto anche un cesto di caprini potrebbe essere indicato!

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Descrizione del Martirio del San Valentino Presbitero Romano

Soprattutto da quando il cioccolato è stato messo all’indice per quella percentuale, il 50% di grassi, il cosiddetto burro di cacao, che non gioverebbe alla linea, o a causa della quantità di zuccheri, addirittura dannosa per la salute. Ma non è anche usato il burro di cacao per le labbra screpolate, per ammorbidirle e addolcirle, pronte al bacio?

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Purtroppo la nostra società consumistica tende a divorare, con il commercio e lo sfruttamento di ogni prodotto, il contributo più semplice, ad esempio quello dei semi di cacao, raccolti da un albero delle Malvacee, che vive nei climi tropicali, e che per gli antichi era solo una bevanda, così buona da potersi acquistare con i suoi stessi semi! Per gli Aztechi e i Maya, che ne erano forti bevitori – con il cacao il granturco macinato , schiumosa e molto saporita – era fra i cibi più graditi, assieme al tacchino e al pesce, e spesso i semi erano usati come denaro, dato che la coltivazione in terre umide rendeva la coltivazione un po’ laboriosa. E si narra che perfino esistesse un commercio di falsi semi di cacao, che alcuni molto abilmente riuscivano a svuotare del loro prezioso interno, sostituendolo con sabbia e terra, per mescolarli nuovamente con semi buoni. Ma i commercianti controllavano a loro volta, imparando a comprimerli, come si faceva da noi con le monete. E la falsificazione dei semi di cacao era uno dei reati più frequentemente punito dai tribunali Maya. Si pagavano 4 semi per una zucca, 10 per un coniglio e 100 per uno schiavo, l’equivalente di 25 tazze di cioccolata. L’arrivo in Europa, nel 1519 con Cortez di ritorno dal Messico, della bevanda – assieme alla ‘mela velenosa’, il pomodoro, ritenuto tossico, come del resto le patate, dagli indigeni stessi, che invece di usarlo per il sugo lo usavano per colorare i tessuti – determinò invece uno sfruttamento intensivo della pianta, a cui il botanico svedese Linneo, diede nel 1728 l’appellativo di Theobroma Cacao, ‘cibo degli dei’.

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Carl Linneus

Ma già nel XVII sec. in Europa i locali più alla moda erano i ritrovi dove si sorseggiava, però solo come bevanda. Solo nel 1828 gli olandesi iniziarono a usare il cioccolato in polvere in unione al burro ottenuto dalla spremitura per ottenere la consistenza delle tavolette. E dalle prime 3 casse di semi di cacao che Cortez portò con sé in Spagna si è arrivati a 1 milione e mezzo di tonnellate esportate in tutto il mondo alla fine dei nostri anni ’80. E purtroppo, se non si possono usare i semi, o altra merce di scambio come avveniva in passato, il dio denaro comincia a imporre le sue leggi che sconfinano spesso nella sfera dei sentimenti, imponendo mode e costumi con un ritmo usa e getta.

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E allora proviamo a dirlo con i fiori, che non si mangiano, e perciò dovrebbero conservare un valore simbolico, con un’etimologia latina da ‘fluere’, fluire, scorrere, forse per quella qualità ‘floreale’ di ornare più che di definire, un sentimento, e che vi farebbe urlare di gioia, anche nel ricevere un mazzo di rose gialle, che in quella lingua si dicono associate al tradimento ma che importa, se è perpetrato con tale eleganza, lasciamo trascorrere, fluire, un po’ di tempo, lo sapevo che mi nascondeva qualcosa ma mi sta chiedendo di aspettarlo…

Valentine's Day flowers

Forse, chissà, l’amore non può essere condensato in cioccolatini, seppure dotati di biglietto sull’argomento, ne tantomeno vale espresso con doni squisiti, per i loro odori, colori o valore sul mercato. Gli antichi anzi sembra che spesso lo associassero a sacrifici cruenti, di animali, o per i Toltechi e Maya, anche umani. E quando non si era d’accordo se ci si potesse amare, tutti indistintamente come figli di un dio buono, anche questo veniva punito nelle arene. Allora, io dico, forse, se anche faticosamente, la nostra società sta cercando di dare un prezzo ad ogni cosa, per non dover mai più pagare per la vita di un uomo, che scorre nel suo corpo come sangue, ma che respira meglio quando può mandare un Saint Valentin’E.Mail come fanno gli americani, non solo ai loro fidanzati/e ma anche agli amici vecchi e nuovi. Perché forse è solo questo che ancora turba la nostra società occidentale, che l’amore sia solo qualcosa che lega in modo romantico due individui e non un sentimento di fratellanza cosmica.

Buon San Valentino a tutti e specialmente agli amici e amiche del Centro E.B.E.!

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