TAROCCHI,TAR e ROS, dall’egiziano CAMMINO REALE ‘CIO’ CHE E’ SOPRA E’ SOTTO’ di Rita Marcucci

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Court de Gebelin

Secondo il pastore protestante Court de Gebelin (n. 1724 Nimes – m. Parigi 1784) autore di ben 9 volumi di indagini su ‘Mondoprimitivo, analizzato e comparato al mondo moderno’, i tarocchi sarebbero nientemeno che la traduzione illustrata del Libro di Thot, dio egizio inventore delle lettere e dei numeri, composto da 78 lamine d’oro, fra i pochi volumi che scamparono all’incendio della biblioteca d’Alessandria. I gitani egizi, sempre secondo Gobelin, lo trasmisero di padre in figlio, fino a che, molto più tardi, arrivò in Europa durante le loro migrazioni. Grazie Gebelin, la tua suggestiva ipotesi è fra le più simpatiche, ve ne sono altre meno, che li vogliono fabbricati in occasione del matrimonio di una nobile coppia; o addirittura smitizzanti, come quella che li vuole sviluppatisi da carte nostrane, i tarocchi ancora usati in Lombardia, oppure molto poco accurate che parlano di sequenze di immagini che l’iconografia popolare ha desunto dai codici miniati dagli amanuensi, per il loro valore, si suppone alfa-numerico. Se ne ha già notizia infatti, dei tarocchi, nel 1300, quando la Chiesa cattolica aveva appena completato l’opera di cristianizzazione, ma lasciando nell’incertezza  tutte le sette, da essa scaturite, che avevano incluso nei loro culti dottrine magiche caldee, persiane, egizie, filosofia greca, rituali copti e cabala ebrea.

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Persecuzione degli Eretici Albigesi

Eretici valdesi, bogomili, catari, albigesi, perfino ordini monastici come quello dei templari o lo gnosticismo – compendio di tutto il sapere esoterico, sviluppatosi proprio in Egitto durante il II secolo cui molte figure di elevato livello culturale prestavano orecchio volentieri – innumeri eruditi e mistici che dovettero abiurare la loro fede se invece di un unico dio, essa riconosceva negli elementi e nella natura diversi gradi di intelligenza, un microcosmo nel macrocosmo, una simbologia arcana comune a tutte le culture. Il mazzo di carte, così come è conosciuto ai nostri giorni è composto da 22 Arcani maggiori più 16 Arcani minori e altre 40 carte predecessori delle nostre odierne. L’iconografia dei 22 Arcani, dal latino arcanum segreto, è ampiamente rappresentativa della saggezza dei popoli: il Giudizio VIII, l’Eremita IX, il Mondo XXI, oppure il Diavolo XV, la Temperanza XIV, la Morte XIII. Alcuni di essi sembrano più misteriosi come l’Impiccato XII oppure la Torre XVI, ma a ben vedere la segretezza è tutta nella loro capacità di indicare la via a coloro che ascoltano. A quelli che, in sintonia con gli altri, concorrono a capire la realtà terrena come indizio di una realtà ultraterrena. Sensitivi, paranormali? Fenomeni che l’umanità conosce da sempre, e cioè la capacità di acquisire informazioni senza l’aiuto dei sensi? Telepatia, Chiaroveggenza, precognizione, ma dal punto di vista fisiologico o psicologico niente di anormale, semplicemente… corrispondente!

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Giardino dei Tarocchi – Niki De Saint Phalle

Se si interroga la cabala ebrea è addirittura il respiro che animò le 22 lettere ebraiche, le verità dell’espressione divina, 22 sentieri tracciati fra le Sephira dell’Aun Soph, le virtù dello spirito, fino alle Stelle XVII Arcano. Se si chiede all’Oriente tutti siamo soggetti al principio Yang, mascolino, chiaro e al principio Yin, femminino, oscuro. La loro collaborazione attiva è imprescindibile, opposizione dinamica generatrice di vita e movimento: il cielo Yang, l’uomo che insemina, lo yin è la terra, la donna che riceve l’insegnamento, il VI Arcano gli Innamorati. Nella mitologia indiana l’idea del karma è insieme il VII Arcano il Carro o il X la Fortuna, dipendendo da noi di progredire verso l’illuminazione, ma che sia materialmente e insieme spiritualmente; per gli antichi Atzechi, il tempo che si rinnova poteva essere osservato dall’alto delle loro piramidi e con conchiglie e gong, salutare il movimento di un astro che si rispecchiava nel ritmo della città sottostante, illuminata solo da una falce di luna affilata, XVIII Arcano. Oppure quello che il tibetano ricorda della luce assoluta che lo rimanda ogni volta sulla terra, per spegnere il suo essere, puro sogno fra i sogni, mistico diagramma nel quale è locata la suprema penate, V Arcano il Papa. E senza scomodare Platone e il suo piano delle idee. Non è cioè solo la fantasia degli uomini che crea fantastiche dipendenze, bensì un respiro che informa esseri e cose. Un Dio? E’ una domanda alla quale non c’è bisogno di rispondere se ci si accontenta della semplicità della sapienza dei tarocchi. Hai paura di essere solo nell’universo? Ecco apparire il Matto, al diritto è il simbolo dell’innocenza fuori del tempo, delle situazioni straordinarie che possono portare verso la felicità, o capovolto, verso il baratro delle scelte errate, XII Arcano. Ma ho nel mio passato qualcosa di così nascosto che mi impedisce di capire il mio presente e futuro? Voilà, il I Arcano, il Bagatto, forse un mago, forse un giocoliere che però rappresenta la forza di volontà ed esorta all’azione, capovolto, uso errato del potere ma non c’è solo il mio Arcano a rispondere…

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La papessa Giovanna sarebbe stata l’unica figura di papa donna, che avrebbe regnato sulla Chiesa con il nome di Giovanni VIII dall’853 all’855.

E che dire della Papessa, che si dice, come Arcano, il II, sia stato introdotto nel mazzo dopo il caso del ‘beato Johannis’ innalzato a Pontefice e che poi scodellò un figlio sul sagrato di una chiesa, la monaca Giovanna che volle diventare papa nel medioevo, in spregio a una cultura che disprezzava il potere di sibille e profetesse e il culto della Madre Terra. E’ la conoscenza, la verità che ti invita a guardare oltre l’ovvietà del pensiero razionale e a seguire la tua intuizione. Con le mie sole forze? Beh, anzi la Forza, l’XI Arcano maggiore è anch’essa una donna, e dolce, che ottiene il suo dominio sulle forze negative proprio con la dolcezza. E’ la forza del pentagramma sommata a quella dell’esagramma, somma 11, non 11 di numero. E tutti gli altri? La Torre, adesso che sono cadute le Torri gemelle del World Trade Center, erette per glorificare il commercio mondiale, è brutto, è negativo il mio futuro?

PAUL SPANGENBERG (Güstrow 1843-1918 Berlin) - What Do the Cards Say-

PAUL SPANGENBERG (Güstrow 1843-1918 Berlin) –  Cosa dicono le carte?

Non buttarti giù anche tu, è indizio di cambiamenti, e dopo la tempesta arriva il Sole, forse anche con il suo Arcano, il XIX, sta a te però guardare in su ed aspettare il tuo momento, per l’eliminazione di ogni dualismo, in unione con la tua anima e il tuo spirito. Ed è forse proprio questa l’arcana conoscenza di questo strano mazzo di carte, che noi tutti abbiamo un posto al sole, basta saper aspettare però il momento giusto, per non essere noi stessi a capovolgere le sorti, non trovando un senso positivo nel tutto. Perché, checchè se ne dica, ogni cosa ha il suo significato, ognuno è inerente. Non irrelato, irrilevante, cioè fine a se stesso. Bensì riflesso e riflettente, Imperatrice III, Imperatore IV e l’Angelo XX.
E allora alla vigilia di queste vacanze di Pasqua 2015 provate, se vi va, a meditare secondo un antico metodo che unisce la conoscenza dei Mandala e quella degli Arcani, il metodo della meditazione con i chakra:

Si dispongono i XXII Arcani Maggiori con il seguente schema:

I    II    III    IV    V    VI    VII
VIII    IX    X    XI    XII    XIII    XIV
XV    XVI    XVII    XVIII    XIX       XX    XXI

Non usate il Matto che è anche considerato a volte l’Arcano numero zero.

Mandala Tibetano

Mandala Tibetano

Quando le carte siano disposte praticate la respirazione profonda per un minuto (fate in modo che la faccia sia rivolta verso il nord magnetico) e se volete aiutate questo rito di purificazione bruciando qualche essenza profumata. Indi cominciate a visualizzare i colori e le sensazioni di ognuno dei vostri sette chakra in relazione ai tre arcani che sono risultati corrispondenti.

Oppure se non volete meditare dato che per le festività i pranzi abbondanti non sono di aiuto alla riflessione profonda bensì a qualche pisolino, potreste dare un’occhiata ai bellissimi mazzi di tarocchi che da tre secoli in qua con l’aiuto della stampa sono circolati in tutta Europa, in stile Decò, ispirati a Napoleone, alle mappe geografiche, ai proverbi popolari, ai costumi di dame e re, all’Oriente o semplicemente noti per la cura artistica con cui furono realizzati.

Tarocchi di Alistair Crowley

Tarocchi di Alistair Crowley

E non dimenticate se vi venisse voglia di acquistarne uno che in origine i semi degli Arcani minori, dedicati ad affari, posizione sociale, possibilità e rapporti umani, e delle altre 40 carte,  su sentimenti e circostanze,  erano quelli delle solari carte napoletane, denari, spade, coppe e bastoni, e non delle francesi, in commercio anch’essi ai nostri giorni, come quando fuori piove…

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Tavola Smeraldina

È vero senza errore e menzogna, é certo e verissimo
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso

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