La corda o il serpente?? Sabato 23 aprile appuntamento alle 10.00 al Santuario di Ss Maria ad Rupes (Castel S.Elia) e pratica di consapevolezza nei giardini che si affacciano sulla Valle Suppentonia

PicMonkey Collage

Perchè praticare la consapevolezza???
Una delle metafore più usate nella filosofia indiana, quella della corda-serpente, esemplifica la natura illusoria della comune percezione della realtà.

“Un uomo entra in una stanza in penombra. Scorge in terra un serpente ed è colto da paura. Avvicinandosi, si accorge che non si tratta di un serpente, bensì di una corda, e la paura si dissolve istantaneamente. La paura provata dall’uomo è reale, per nulla distinguibile da
quella che avrebbe avuto se il serpente fosse stato vero. D’altra parte, una volta vista la corda, la paura si dissolve istantaneamente e non può più tornare, neanche se l’uomo volesse.
Tutta la differenza fra il terrore iniziale e la sua scomparsa
dipende dall’atto di vedere, ossia da una forma di consapevolezza.

Questa metafora suggerisce che la nostra comune percezione del reale è distorta per il sovrapporsi del ‘mentale’ a ciò che è, al punto che scambiamo la nostra condizionata e limitata descrizione della realtà per la realtà stessa: da ciò derivano tutte le reazioni inadeguate (desideri, avversioni, paure) che producono la sofferenza psichica, a causa dell’attrito fra ciò che è e ciò che la mente vi proietta sopra.

L’unica via per liberarsi da tale sofferenza è vedere oltre i condizionamenti del mentale: allora tutte le reazioni inadeguate si dissolvono istantaneamente.

Lo strumento di tale vedere è la consapevolezza”.

Arnaud Desjardins

 

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